Ora, dovrebbe almeno essere probabile che ognuno si renda conto di una realtà: se per 1200 anni i cristiani hanno creduto che le fonti ebraiche scritte non esistessero, e se per 2000 anni non si è riflettuto su questi testi come la ragione vorrebbe e la scienza spiega, si capirà ancora meglio quanto qui sostenuto. E cioè che in 2000 anni nessuno è stato in grado di spiegare la storia, almeno fino a oggi, come stiamo qui esponendo.
Alla luce di ciò, è opportuno riflettere su quanto la distorsione degli eventi storici sia profonda. A dimostrazione di ciò, persino l'intelligenza artificiale, per quanto oggi potente, si trova in difficoltà e finisce per ripetere l'interpretazione dominante degli ultimi duemila anni. Essa si basa infatti su presupposti inadeguati, condizionati dal massiccio occultamento dei fatti avvenuti in Palestina e a Gerusalemme all'inizio della nostra era.
Per comprendere il pensiero di importanti figure della cultura ebraica, esploriamo un capitolo di storia e letteratura a lungo nascosto, incompreso, temuto per le sue forti implicazioni e guardato con timore a causa delle sue conseguenze.
Il punto centrale della questione è che da queste esposizioni emerge chiaro che gli ebrei (tra i tanti Gesù esistiti 2000 anni fa) criticano un certo Yeshu fino al punto che il filosofo e rabbino medievale Mosè Maimonide (noto anche come Rambam) nel XII secolo dice: Voi ben sapete che i cristiani falsamente attribuiscono poteri meravigliosi a Gesù il Nazareno, possano le sue ossa essere ridotte in polvere.
Il cuore della questione è che da questi scritti emerge chiaramente come la tradizione ebraica antica polemizzasse contro una figura di nome Yeshu. Questa ostilità è tale che il filosofo e rabbino medievale Mosè Maimonide (noto anche come Rambam) scrisse nel XII secolo: "Voi ben sapete che i cristiani attribuiscono falsamente poteri meravigliosi a Gesù il Nazareno, le cui ossa possano essere ridotte in polvere.
Il rispetto verso Gesù, maestro della legge e profeta crocifisso (INRI), emerge con chiarezza sin dall'origine, come testimoniano gli stessi evangelisti, parlando degli scribi e dei sommi sacerdoti.
Luca 20:21 Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni secondo verità la via di Dio. (C.E.I.).
Ora possiamo iniziare a comprendere la forza e l'integrità di un vero maestro e profeta, la vergogna dei sacerdoti ebraici — che attendevano l'arrivo di un nuovo profeta da 1200 anni, sin dai tempi di Mosè — per non aver capito ciò che stava accadendo, gli interessi dell'Impero romano — che non poteva accettare una società senza schiavi — e l'insicurezza di discepoli e ascoltatori, storditi da falsi messia che comparivano ogni settimana, acclamati da sostenitori i cui resoconti si rivelano spesso inattendibili o addirittura fuorvianti. (per non dire altro).
Tutto ciò ci mostra le forti pressioni e la complessità di quel momento storico.
In sostanza, cosa hanno combinato tutti ?
Sparsi per il mondo a testimoniare loro malgrado sull'accaduto e purtroppo anche in modo carente e <<stravagante>> (per non dire altro), mentre l'impero romano perpetuava il propprio potere e iniziava a propagandare il proprio Dio.
Se in duemila anni nessuno è ancora riuscito a spiegare questa vicenda, significa che essa possiede una complessità straordinaria, tanto più che fin dalle origini nessuno era stato in grado di comprenderla né di chiarirla.
Posso solo dire che finalmente Stefano è riuscito a dare la giusta direzione per comprendere effettivamente ciò che è accaduto.
Tali indicazioni e questo corretto orientamento consentiranno a ciascuno di discernere in autonomia il vero dal falso.
A tal fine, si integrano le seguenti ulteriori precisazioni, non ancora rilevate nella letteratura degli ultimi duemila anni, per completare il quadro di questa storia incredibilmente occultata e segnalare ulteriori elementi non ancora emersi.